I campi fascisti. La repressione nel ventennio

La repressione nel ventennio: i campi fascisti

Con in tempi che corrono, in un Paese come il nostro che fa della rimozione della memoria e della propria storia una pratica quotidiana (un ex Presidente del Consiglio, riferendosi al confino, disse tempo fa che Mussolini “mandava in vacanza” gli oppositori del regime fascista), questo sito è esattamente quel che ci vuole. Il sito in questione è I campi fascisti.

Un sito che si propone di diventare

un centro di documentazione on line sull’internamento e la prigionia come pratiche di repressione messe in atto dallo Stato italiano nel periodo che va dalla presa del potere da parte di Benito Mussolini (1922) fino alla fine della seconda guerra mondiale (1945)

e che intende raggiungere il proprio obiettivo partendo non “dagli avvenimenti storici, bensì dai luoghi”, intendendo per questi ultimi

le località di confino, le carceri, i campi di concentramento, i comuni di internamento e quanto altro possa emergere dalla ricerca storica come contesto in cui siano state messe in atto queste pratiche repressive rivolte verso oppositori politici, specifiche categorie sociali, gruppi religiosi, civili e militari di stati stranieri coinvolti in guerre od occupazioni militari.

I diversi luoghi così identificati vengono documentati attraverso più tipi di fonti (documentazione originale, letteratura scientifica, testimonianze dirette, fotografie, filmati, eccetera), pubblicate [on line]

Il sito, come ribadiscono gli autori, è infatti in progress, in continuo incremento. Si tratta dunque di un progetto con prospettive molto ampie, tanto che, navigando alla’interno delle varie sezioni, si possono individuare ben dieci diverse tipologie di luoghi internamento messe a punto dal regime.

Un settore del campo di concentramento Le Fraschette di Alatri, in provincia di Frosinone

Il sito propone un elenco dei campi di prigionia e li suddivide poi in vari sotto-gruppi specifici. Collegati a questi, fondamentale come punto di riferimento per ogni ricerca ulteriore, sono i molti Documenti pubblicati, corredati da sintetiche ma precise didascalie (non manca una sezione bibliografica). Ci si può orientare o eventualmente focalizzare il proprio interesse specifico anche utilizzando la sezione Mappe. Altrettanto importante sono le sezioni degli Audiodocumentari nella quale  gli autori vi hanno pubblicato un

documentario che ricostruisce la storia dell’occupazione italiana dell’Etiopia diviso in tre parti: nella prima si tratta della guerra e dei crimini commessi, nella seconda dell’internamento degli etiopi in Africa Orientale e nella terza della deportazione degli intellettuali etiopi in Italia e degli avvenimenti del dopoguerra.

e quella delle testimonianze, sia di chi in quei campi è stato internato, sia di esperti e studiosi.

I campi fascisti è dunque un sito promettente che diventerà certamente un punto di riferimento per studenti e docenti. Del resto, proprio per la sua completezza, l’importanza del progetto è stata riconosciuta anche dall’Unione Europea, che ne ha finanziato parte della realizzazione.

I campi fascisti

 

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