Biblioteca digitale – Mantova

Biblioteca digitale – Mantova

Scrivere “biblioteca digitale” su Google e sfogliare pazientemente le pagine permette di trovare vere e proprie chicche. Ho già segnalato alcune biblioteche digitali frutto del lavoro di singole biblioteche, ma a cercare bene se ne scoprono molte altre.

Sono progetti non molto rilevanti dal punto di vista quantitativo, ma veramente preziosi da quello qualitativo. In un Paese come il nostro, che ha una quantità di fonti inesauribile ma anche una forte dispersione, costruire una semplice mappatura può rivelarsi molto utile per chi vuole o deve approfondire determinati temi.

Basti pensare, ad esempio, a chi vuole studiare la stampa quotidiana o periodica socialista: il numero delle pubblicazioni è veramente cospicuo e lo studioso si vedrebbe costretto a vagare in lungo e in largo in un numero davvero consistente di biblioteche. Ora, come ho già detto altre volte, la possibilità di consultare e quasi sempre di stampare da casa il materiale messo a disposizione dalle biblioteche digitali, agevola il lavoro in modo stupefacente.

Tra le ultime biblioteche digitali che ho trovato c’è quella Teresiana di Mantova. (Per non scrivere un post infinito, le altre le presento nei prossimi giorni).

La Biblioteca Teresiana di Mantova ha creato un progetto molto ricco e articolato. Il Catalogo Bibliografico Storico  rende consultabile via web tutto il catalogo retrospettivo a schede cartacee della Biblioteca Comunale Teresiana, relativamente al materiale bibliografico antico e moderno. Si può avere così accesso a una informazione integrata in Internet di tutto il patrimonio bibliografico della Biblioteca Comunale Teresiana, dal 1501 al 1955 circa, a complemento del catalogo corrente SBN che registra il patrimonio acquisito dalla Biblioteca negli anni successivi, fino ad oggi.

La sezione dei Periodici locali è composta da 38 testate che coprono un arco cronologico che va dal 1665 al 1958 – e si tratta di un fondo non ancora completamente digitalizzato. Ciascuna testata è corredata da brevi e sintetiche notizie.

Il fondo Antiche Stampe e Cartografie mette a disposizione 196 stampe digitalizzate; un riferimento fondamentale per gli studi sullo sviluppo urbanistico e paesaggistico locale, con una estensione cronologica che va dal XVI al XX secolo.

Il fondo Manoscritti Polironiani trae origine dalla soppressione degli ordini religiosi avvenuta in epoca giuseppina e napoleonica: tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento confluirono in Biblioteca le più importanti raccolte librarie monastiche di Mantova e provincia.
Tra i principali nuclei di codici così acquisiti si segnala quello proveniente da S. Benedetto in Polirone in seguito alla soppressione del 1797, che per importanza testuale, iconografica e documentaria rappresenta il più pregevole fondo manoscritto. Consta di 385 codici, dei quali oltre 100 risalgono ai secoli XI-XII. Vengono qui resi disponibili i manoscritti raccolti nei primi 100 volumi.

Il fondo relativo alla Storia di Mantova è composto da 18 opere ormai introvabili. La Biblioteca disponde anche di un notevole fondo di Manoscritti Ebraici: dal Quattrocento all’Ottocento Mantova fu un centro molto importante nella storia della cultura ebraica. Numerosi studiosi e rabbini diedero vita a collezioni rilevanti di manoscritti e stampati. Il fondo manoscritto comprende 161 codici databili fra il XIV e il XVIII secolo, con numerosi esemplari miscellanei, per la maggior parte di origine italiana.

Nel fondo Rarità Tipografiche. Incunamboli attualmente sono pubblicati le cinque edizioni del XV secolo che, nel mondo, sono testimoniate soltanto dagli esemplari posseduti dalla Biblioteca Teresiana.

Col fondo CCCP si passa alla contemporaneità. Il fondo manifesti denominato CCCP è costituito dal materiale prodotto dal Circolo Ottobre di Mantova e dal Collettivo grafico CCCP (Cesare Cancellieri e Carlo Poltronieri) in un arco di tempo che va dai primi anni ’70 ai primi anni ’90. Il materiale comprende manifesti di attività politiche, sportive e culturali (concerti, spettacoli, mostre, congressi, dibattiti) e serigrafie d’arte.

Le Collezioni Speciali comprendono attualmente l’Erbario Paglia: Enrico Paglia (Mantova 1834-1889) nasce da umile famiglia di artigiani. A 12 anni è iscritto al Seminario dove completerà gli studi; avrà come insegnante don Enrico Tazzoli e nel 1855 prenderà i voti come alternativa alla carriera militare nell’esercito austriaco. Abbandona Mantova durante la II Guerra d’indipendenza per insegnare nei territori liberati (Reggiolo, Milano, Asola, Codogno). Torna a Mantova nel 1866, dove dapprima vince il concorso da maestro (1867) e poi da direttore delle Scuole elementari (1874). Tra i principali esponenti del pensiero positivista, prosegue la sua attività di studioso e scienziato dal taglio didattico fino alla morte a 55 anni di età. Vasta la sua bibliografia di studi scientifici di agronomia e archeologia. L’erbario Paglia è stato concepito come corredo alla pubblicazione Delle erbe nocive ed utili spontanee dei prati mantovani, del 1872, e inizialmente esposto presso l’Ufficio del Comizio Agrario di Mantova, l’erbario è stata ritrovato  nel 2012.

Molte cose, dunque, tutte da gustare: Biblioteca digitale della Biblioteca Teresiana di Mantova

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