Biblioteca digitale – Fondazione Gramsci di Bologna

Biblioteca digitale
Fondazione Gramsci di Bologna

Dopo aver scoperto il grandioso Portale Archivi della Resistenza della Fondazione Gramsci di Roma, mi è venuta voglia di andare a curiosare nella rete delle fondazioni Gramsci per scoprire quale altrro materiale fosse stato messo a disposizione degli utenti.

Non ho potuto fare a meno di fermarmi sulla biblioteca digitale della Fondazione Gramsci di Bologna, http://www.iger.org/. Le ricorrenze di quest’anno rimandano ovviamente alla prima guerra mondiale e alla rivoluzione russa, dato che il 1917 è, nel bene e nel male, un anno centrale nella storia del Novecento.

In particolare, in questi giorni, si discute della rotta di Caporetto. La biblioteca digitale della Fondazione Gramsci di Bologna ha seguito il trend delle commemorazioni digitalizzando alcune decine di opuscoli sulla prima guerra mondiale. Il materiale riguarda soprattutto il Partito socialista, le sue pubblicazioni e i discorsi o gli interventi parlamentari dei suoi leaders.

Nella sezione Testi, suddiviso in cinque serie, si trovano Documenti socialisti intorno alla guerra, materiale relativo agli anni 1917-18. Al suo interno sono consultabili e scaricabili alcuni opuscoli che riguardano proprio Caporetto.

Ma, naturalmente, la biblioteca digitale è stata inaugurati prima delle ricorrenze e dei centenari di quest’anno. Sempre all’interno della sezione Testi si trovano anche opuscoli di Andrea Costa, di sindaci di Bologna (Dozza, Fanti, Zangheri), Gli Statuti del Partito Comunista e del Partito Socialista.

Accanto alla sezione Testi, vi è quella dei Periodici, che ospita una quindicina di pubblicazioni che vanno a comporre i Giornali socialisti e democratici bolognesi, 1860-1926 – Numeri unici e Supplementi.

Una sottosezione dei Periodici è incentrata sui “Dieci giorni che sconvolsero il mondo”, una

collezione di 10 inserti del periodico Vie Nuove prodotti nel 1967. Una cronistoria della Rivoluzione Russa d’Ottobre, basata sul libro-reportage del giornalista John Reed Ten Days that Shook the World del 1919, illustrata a fumetti da Pino Dangelico e affiancata da articoli di approfondimento ed immagini d’epoca.

Ma soprattutto la Fondazione Gramsci di Bologna ha realizzato un grande progetto di digitalizzazione di manifesti politici:

avviato nel 2000, offre una risorsa in rete che all’oggi rende consultabili circa 13mila documenti iconografici, datati dai primi anni del Novecento fino ai giorni nostri:  in gran parte manifesti ma anche bandi, locandine, volantini e cartoline politici e sociali.

Provengono da diverse raccolte pubbliche e private, oltre a quella conservata dalla Fondazione, e offrono una vasta esemplificazione della produzione nazionale e internazionale di comunicazione politica e sociale su carta: i manifesti storici della propaganda elettorale, le autoproduzioni dei movimenti giovanili, la comunicazione degli enti locali, le testimonianze di molti paesi europei e dell’America latina, la libertà creativa dei movimenti di inizio millennio. Sono prodotti da partiti, movimenti e associazioni – in prevalenza dal secondo dopoguerra ad oggi – e come autori sono presenti nomi di rilievo nel campo della grafica contemporanea, tra questi Albe Steiner, Nani Tedeschi, Ennio Calabria ed Ettore Vitale.

Sono visibili anche diverse decine di fotografie: servizi fotografici realizzati per Manifestipolitici.it che mostrano i manifesti nel loro habitat naturale, la strada, durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006 a Roma, Bologna e Milano.

L’intero progetto è stato convogliato in un protale a parte: Manifestipolitici.it

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