Avanti! – il quotidiano socialista digitalizzato

Avanti! – il quotidiano socialista digitalizzato

Sul sito del Senato della Repubblica è disponibile, liberalmente consultabile e scaricabile, l’intera collezione dell’ “Avanti!” il quotdiano del partito socialista italiano.

Nella presentazione del progetto che ne fa il Senato si legge:

L’Avanti! costituisce uno dei giornali più rilevanti della storia politica italiana. Pubblicato per la prima volta a Roma nel 1896 in seguito allo straordinario risultato elettorale ottenuto dal partito socialista nelle elezioni del 1895, il quotidiano diventerà da allora un punto di riferimento irrinunciabile all’interno del dibattito politico e culturale della penisola, raccogliendo nelle sue pagine gli articoli dei maggiori leaders politici del socialismo italiano e degli esponenti, tra i più prestigiosi, della letteratura del tempo.

Innumerevoli sono state le battaglie condotte dalle pagine del giornale: dal sostegno al nascente movimento operaio alla lotta per il parlamentarismo, dalla rivendicazione per una legislazione sociale al contrasto al fascismo, dalla scelta repubblicana alla rottura con il partito comunista. Un ruolo da protagonista durato più di un secolo e che manterrà fino al 1993, anno in cui cesserà le pubblicazioni.

La storia dell’Avanti! è dunque la storia d’Italia non soltanto perché il quotidiano ne fu attento e critico testimone, ma perché dalle sue pagine si mossero idee, programmi e orientamenti politici che, attraverso la penna in primo luogo dei suoi direttori – da Leonida Bissolati a Claudio Treves, da Benito Mussolini a Pietro Nenni, da Riccardo Lombardi a Sandro Pertini – contribuirono a determinare il corso stesso degli eventi.

Con la digitalizzazione del quotidiano del PSI disponiamo dei quotidiani dei tre maggiori partiti della prima repubblica: Il Popolo per la DC, l’Unità (recuperabile con TOR) per il PCI e ora il PSI. Se li associamo alle testate indipendenti disponibili gratuitamente come La Stampa e Repubblica o a prezzo contenuto come il Corriere della Sera, le testate nazionali e più importanti non ancora disonibili sono relativamente poche.

Intanto andiamo (a sfogliare l’) Avanti!

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